Brevi cenni storici

CampoTamaso_panorama1Campotamaso (Valdagno), mollemente adagiato su una conca a circa 500 mt. di altitudine s.m., riparato da un arco naturale di montagne, sembra quasi il ventre molle di una maitresse sdraiata su un letto di cuscini di piuma. I boschi ed i prati che gli fanno da contorno hanno un aspetto soffice, danno il senso di ampio respiro, non soffocano con la loro presenza lo spazio vitale che appaga l’occhio.

Ci si arriva dopo aver svoltato a sinistra, all’altezza della chiesa di Maglio di Sopra, dalla statale che percorre la Valle dell’Agno, a pochi chilometri da Recoaro, confine naturale della sua viabilità. Indimenticabile per chi la percorre, dove l’antico, il profumo autentico dei fiori dell’alpe, il rintocco delle campane, mai sincronizzate, che si fanno eco una con l’altra da una parte all’altra della vallata, creano un fascino particolare.

Una carrozzabile, simile ad una mulattiera pur se asfaltata, comincia ad inerpicarsi per le colline che circondano il fondovalle. Ad un tratto, quando hai la sensazione di salire all’infinito, ti sembra quasi che la strada ti manchi da sotto i piedi. Così, all’improvviso.

Il paese ti si presenta di profilo e quasi nascosto da un costone che scende dal monte Croce. Diventa logico lasciarsi guidare dal nastro d’asfalto e, dopo qualche sconquasso, entri in paese senza bussare alla porta. E sei il benvenuto.

Cenni storici di Campotamaso

tratti dal libro “Campotamaso da Borgata a Parrocchia” autori: Manfron Fernando e Rossato Dario
Il toponimo CAMPOTAMASO compare per la prima volta ancora precedentemente del 1500. Come riportato nella "Storia di Valdagno" da G.Mantese, il primo documento, infatti, che ne fa riferimento porta la data 11 febbraio 1492, In esso vi si legge: "Una pecia terre con una fontanella intus in pertinenciis Valdagni in contracta Campitamazi et grumi a nogariis". Arch.Not.Cristoforo Bruni. Il Mantese affermava ancora che il nome Campotamaso potrebbe derivare da un primitivo proprietario di queste terre, chiamato appunto "Tomaxius".

Un accenno storico, su un rilievo e sulla catena montuosa posti alle spalle del borgo di Campotamaso, viene raccolto in un documento del 1327: "Il giorno 7 luglio, il soprascritto mess.Giacomo dall'Alpe, decano di Rovegliana, e i sopraddetti uomini e molti altri condussero il predetto sig. Bailardino con i compagni in un certo luogo dove si congiungono due fiumi cioè il fiume Agno e il fiume "Teronis" (Torrazzo?) e ivi hanno trovato il decano e i consiglieri di Valdagno e furono interrogati dal predetto Bailardino che cosa ivi facessero. Risposero che erano venuti dietro comando di Sua Nobiltà, al posto dei loro confini; e interrogati dal nobile Lodovico de'Loschi, notaio a ciò deputato, dove ritenevano che fossero i loro confini, risposero che dai loro antenati sempre avevano sentito dire essere quello il luogo di confine. E giurarono e così stabilirono in quel luogo il termine e poi ascendendo sopra una cima di monte, verso sera, il quale monte si chiama il monte Torrigi sino a un certo luogo il quale si chiama gli Castellieri e ivi trovarono il Decano e i Consiglieri di Castelvecchio. Interrogati similmente dove ritenevano che fosse i loro confini, risposero che sempre avevano sentito dire dai loro antenati che erano in quel luogo e giurarono; e ivi, d'accordo, scolpirono la croce in una pietra grande e sostituirono quella per termine…."

I confini in genere, e quindi anche quelli del territorio di Campotamaso, non sono sempre risultati molto chiari. Lo afferma ancora il Mantese nella sua "Storia di Valdagno". Lo stanno a dimostrare contrasti sorti tra i Comuni di Valdagno e Castelvecchio e tra Campotamaso stesso; infatti, pur essendo una delle tante contrade di Valdagno, Campotamazzo rivendicava una certa autonomia.

Versione 3.1 - Ottobre 2006